IMG_7687Nato a Trieste, ha studiato fisarmonica nella sua città natale con Eliana Zajec, perfezionandosi poi con Mogens Ellegaard, Friedrich Lips, Joseph Macerollo, Hugo Noth e Vladimir Zubickij. Primo Italiano a diplomarsi in fisarmonica presso un Conservatorio di Stato, è anche uno dei primi docenti di tale strumento presso Istituzioni Statali, dapprima ai Conservatori Pergolesi di Fermo e Campiani di Mantova, attualmente al Tartini di Trieste.
Ha suonato per le istituzioni musicali italiane più prestigiose, tra le quali il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, gli Amici della musica di Padova, La Fenice di Venezia, la Società dei concerti di Trieste, l’Accademia filarmonica di Bologna, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma.
Numerose anche le sue affermazioni all’estero (Aspekte Salisburgo, Biennale di Zagabria, The new music week Bucarest, Seconda rassegna di musica contemporanea italiana al Conservatorio di Pechino).
Ha contribuito notevolmente allo sviluppo della letteratura contemporanea per fisarmonica, collaborando con numerosi compositori, e presentando in prima esecuzione vari brani, spesso anche propri. Corrado Rojac si è diplomato in Composizione presso il Conservatorio Verdi di Milano sotto la guida del M° Alessandro Solbiati. Svolge anche attività compositiva; suoi brani sono stati eseguiti in importanti festivals internazionali, tra i quali Nuova Consonanza (Roma) e Unicum (Lubiana). Pubblica per Bérben (Ancona), Sconfinarte (Milano) e EDSS (Lubiana).
Ha avvicinato la fisarmonica anche al mondo della musica elettronica: brani quali Drammatico III e Rifr-azioni sono stati composti in collaborazione con lo studio Agon di Milano e il Centro di sonologia computazionale di Padova. In tale ottica va vista anche la collaborazione con il compositore Giuseppe Giuliano per l’incisione del brano Rhapsody 21, per fisarmonica e live electronics.
Nel 2003 è fisarmonicista in residence per il Laboratorio di Musica Contemporanea del M° Azio Corghi presso l’Accademia Chigiana di Siena.
Nel 2010 e 2011 è invitato negli Stati Uniti, alla Harvard University di Boston, dove tiene una conferenza-concerto sulla musica contemporanea per fisarmonica, e un concerto con musiche in prima esecuzione di studenti e docenti dello stesso ateneo.
E’ fisarmonicista solista del Divertimento Ensemble di Milano; collabora anche con l’ensemble Risognanze di Milano e l’ensemble FontanaMix di Bologna, nonché con affermati musicisti quali il violoncellista Relja Lukić, il sassofonista Massimo Mazzoni ed il chitarrista Frédéric Zigante. Con il violoncellista Relja Lukić (che per l’occasione ha suonato il famoso “Cristiani” di Antonio Stradivari) si è esibito recentemente per la Fondazione Stradivari di Cremona.
Nel 1992, al Mittelfest di Cividale, ha  suonato in duo con Bruno Canino.
Nel 2009 si è esibito al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste, nella parte del Fisarmonicista, in occasione della prima esecuzione dell’opera Il carro e i canti di Alessandro Solbiati.
E’ diplomato anche in pianoforte e violoncello, nonché laureato in Storia della musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. La sua tesi di laurea sul Metodo per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati apre alla fisarmonica una prospettiva storico-filologica sinora sconosciuta. Le musiche contenute nel metodo citato, precedute da un sunto della tesi stessa, sono pubblicate dalla Ars Spoletium nel volume 1839: la fisarmonica di Giuseppe Greggiati. Il libro è recensito con plauso da numerosi musicologi, tra i quali Quirino Principe.
Ha registrato per varie emittenti radiofoniche e televisive, tra le quali l’austriaca ORF, la RAI, SKYclassica, Limen tv. Nel 2001 incide un proprio CD antologico per la Real Sound di Udine, ottenendo un vivissimo successo di pubblico e critica. Ha inciso anche per Rugginenti e Puncta. Il suo ultimo cd, Variazioni, uscito recentemente per Limen, è stato trasmesso più volte da RadioTre ed è stato recensito con elogio da numerosi esperti, tra cui Angelo Foletto.

La fisarmonica e il Metodo per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati

Presso il Fondo musicale “G. Greggiati” di Ostiglia (Mantova) si è rinvenuto un metodo per fisarmonica anteriore al 1850. Esso, già noto al personale operante al Fondo, è stato ora studiato da Corrado Rojac, docente di fisarmonica presso il Conservatorio “Tartini” di Trieste, e da una sua studentessa, Ilaria Nardi, ora già diplomata e in servizio quale docente di fisarmonica presso la scuola media ad indirizzo musicale “Cavicchi” di Pieve di Cento (Bologna), ed e stato pubblicato nel 2012 dalla Ars Spoletium.

Il Metodo per armonica a mantice è stato scritto nel 1842 e rappresenta la prima testimonianza del genere in Italia.L’autore è un sacerdote operante nel mantovano, vissuto tra il 1793 e il 1866, amante della musica e collezionista di strumenti e spartiti, che dedica alla fisarmonica molti anni della sua vita. Greggiati arricchisce lo strumento in suo possesso, di origini viennesi, di alcune migliorie organologiche: nasce così la prima fisarmonica italiana.Nel proprio metodo ci dà molte notizie inedite circa lo strumento dell’epoca, e, grazie alla descrizione particolareggiata, dà la possibilità a Corrado Rojac di farne replicare un modello,  ricostruito dall’artigiano Adriano Clementi, in servizio presso una nota ditta produttrice di fisarmoniche marchigiana.

Nel Metodo, accanto alle preziose informazioni organologiche, vi sono anche trentatré lezioni di tecnica strumentale, vero e proprio monumento alla fisarmonica dell’epoca, con centinaia di esercizi, e cinquanta brani che ne inaugurano il repertorio: i modelli sono lo studio di matrice pianistica (Clementi), le forme e gli stilemi del melodramma italiano (Rossini e Bellini), ma anche la musica d’intrattenimento di quel periodo storico (il valzer viennese di Lanner e Strauss padre, ad esempio, ma anche la Salonmusik dal gusto biedermeier in voga presso la borghesia dell’epoca). Se confrontato con gli altri metodi per fisarmonica dell’epoca, esso rappresenta un unicum, sia per la vastità della proposta didattica offerta, e sia per la profondità  con cui affronta una propria estetica esecutiva. In esso si pongono le basi per l’odierna fisarmonica da concerto.

Il Metodo sarà pubblicato in quattro parti distinte: la prima, pubblicata nel 2012, presenta un piccolo studio sul Metodo stesso (cenni biografici sull’autore Giuseppe Greggiati, un riassunto dei contenuti, l’inquadratura storica di esso e del repertorio proposto), e gran parte dei brani ivi inclusi, adattati per lo strumento moderno dai due autori. Il secondo libro presenterà le notizie storiche nella versione integrale autografa; il terzo le trentatré lezioni; il quarto i brani nella versione originale per lo strumento dell’epoca. Gli ultimi due libri inaugureranno dunque una dimensione filologica sinora pressoché sconosciuta all’ambiente musicale fisarmonicistico.

Corrado Rojac sta attualmente studiando lo strumento, al quale è stato dedicato un corso di studio presso il Conservatorio “Tartini” di Trieste. Il Metodo è stato anche l’oggetto di studio della sua tesi di laurea, discussa presso la Facoltà di lettere e filosofia – Discipline delle arti e dello spettacolo – dell’Università di Trieste nel febbraio 2013.

Lo strumento e il primo libro sono stati presentati da Corrado Rojac, a partire dal novembre 2012, al conservatorio “Tartini” di Trieste, all’accademia Gnessin di Mosca (Russia), all’Università della Musica di Graz (Austria), all’Accademia delle Arti di Bratislava (Slovacchia), all’Accademia di Musica di Lubiana (Slovenia), alla Facoltà di Pedagogia dell’Università di Pola (Croazia), al Conservatorio di Klagenfurt (Austria), al Conservatorio “Rossini” di Pesaro, al Museo della fisarmonica di Castelfidardo, al Teatro Comunale di Ferrara, al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, all’Accademia di Musica di Vilnius (Lituania) e alla Musikhochschule di Trossingen (Germania), per citare solo alcune delle istituzioni musicali più importanti. Numerose altre presentazioni sono in fase di realizzazione.

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